Il gattino, il padrone e gli spettatori
Posted by carletto | Filed under Politica
Scriveva Michele Serra nella sua Amaca del 28 gennaio 2008:
“Avevamo lasciato l’onorevole Fini, un mesetto fa, che capeggiava tumultuanti assemblee del suo partito denunciando la prepotenza di Berlusconi, e reclamando libertà dal suo ingombrante protettorato. C’era appena stata la pantomima dei gazebo e dei “dieci milioni di voti”, enorme balla di un enorme ballista, e pareva che An, vistasi annessa senza neanche una telefonata si fosse ricordata di possedere una propria identità, e addirittura una propria autonomia di pensiero. Fini, tra le ovazioni dei suoi, mandò a quel paese Berlusconi e indicò per il centrodestra un futuro alternativo con un leader alternativo. E’ durato lo spazio di un Natale l’ora d’aria di Fini e del suo partito. Il profumo delle elezioni deve avere suscitato nel leader di An lo stesso effetto che l’odore dei croccantini produce nei gatti di casa: la breve passeggiata sui tetti, con il brivido della libertà, si interrompe ai primi richiami del padrone. I proprietari dei gatti sanno bene che, a volte, il micio arriva prima ancora che il cibo sia nella ciotola: basta il rumore della scatoletta a farlo accorrere.”
16 settembre 2009:
Dopo 20 mesi il gattino è di nuovo in giro, trotterella allegro sul tetto di casa. Silvio giustamente non si preoccupa, la ciotola è al suo posto e i croccantini sono sempre lì, nella dispensa. Piuttosto, qualche altro gaio animaletto del padrone si lamenta per quest’eccesso di libertà: qualche ringhio, qualche minaccia, ma niente paura: Gianfranco Fini non si lascia intimidire.
Ora, esattamente come accadde quando definì Berlusconi un “ectoplasma”, il grande leader si ritrova stuoli di plaudenti ammiratori. E giù editoriali intellighenziali, opinionisti della prima e dell’ultima ora che già delineano nuovi scenari per la politica nazionale: “il grande centro”, “il prossimo inquilino del Quirinale”, “il dopo Berlusconi”, “una nuova Destra di governo” etc etc etc. Ci sono anche – e soprattutto – autorevoli interventi in suo favore da parte dei c.d. avversari politici. Come lo stratega Rutelli (quello che pensava che il Sindaco di Roma fosse una figurina da scambiare con Veltroni, per intenderci) che già intravede un’alleanza con Fini e Casini.
Insomma, a distanza di venti mesi media e politici sono ancora concentrati sul gattino che passeggia libero. Il popolo segue affascinato le gesta di Gianfranco Fini: il testamento biologico, il voto agli immigrati, il favore verso le coppie di fatto.
Un Paese intero che assiste, trepidante, alla voglia di libertà del tenero felino. Fino a quando tutto tornerà come prima. Quando, poche settimane prima delle prossime elezioni, il padrone riprenderà i croccantini e il micio si ritroverà, come per magia, nuovamente accanto alla ciotola.
E nel frattempo?
Nel frattempo il Piddì ha invitato il grande leader alla Festa Democratica nazionale. In quell’occasione Gianfranco ha citato con orgoglio la sentenza della Corte Europea secondo cui Placanica sparò per legittima difesa: pensava di provocare, ha ricevuto scroscianti applausi. Libero e gaudente, il micione si è dimenticato della seconda parte della sentenza in cui si invita l’Italia ad individuare le responsabilità politiche di quei giorni di sangue. Anche la platea piddina se ne dimentica (c’era proprio il gattino, divenuto iena, nella centrale operativa dei Cc di Genova) e accoglie quelle frasi con giubilo e altri applausi. Il dovere della memoria, il bisogno di avere una propria identità non hanno valore di fronte all’incontenibile emozione per quell’adorabile gattino in cerca di libertà.
Così, poi, il gattino tornerà dal padrone e il Pd rimarrà nel proprio ruolo. Quello di spettatore.



