L’impegno di Fini sul biotestamento

l’IMPEGNO DI FINI SUL BIOTESTAMENTO

“DOVEROSO RISPETTO COSCIENZA DEPUTATI”

Manconi: “C’è l’impegno alla massima serietà e pacatezza in un clima scevro da pregiudizi”

L'impegno di Fini sul biotestamento "Doveroso rispetto coscienza deputati"

Il presidente della Camera Gianfranco Fini

ROMA - Un auspicio affinché il dibattito sul testamento biologico “si svolga nel doveroso rispetto del diritto di ogni deputato di esprimersi secondo coscienza”. A esprimerlo è stato il presidente della Camera, Gianfranco Fini, nel corso di un incontro con i radicali Marco Cappato, Luigi Manconi e Mina Welby, avvenuto nello studio del presidente della Camera a Montecitorio stamane. Il colloquio è stato chiesto dai Radicali per consegnare a Fini un dischetto contenente oltre 3.300 testamenti biologici raccolti online in questi mesi.

Gianfranco Fini si è impegnato a far sì che l’imminente dibattito parlamentare sulla legge sul fine-vita si svolga nel doveroso rispetto del diritto di ogni deputato di esprimersi secondo coscienza. Fini ha anche espresso l’auspicio che il dibattito si svolga “in un clima pacato e scevro da ogni pregiudizio”.

Al termine dell’incontro gli esponenti radicali hanno spiegato il senso dell’iniziativa. Illustrate al presidente della Camera anche le prime valutazioni e indicazioni che emergono dallo studio dei dati raccolti. “Il presidente Fini – ha sottolineato Luigi Manconi – ha affermato con determinazione l’impegno a garantire che l’imminente dibattito si svolga con la massima serenità e pacatezza, in un clima scevro da pregiudizi e in un clima in cui la libertà e la piena coscienza del singolo parlamentare siano pienamente rispettate”.

Cappato ha ricordato che questi 3300 testamenti biologici raccolti sono “già validi e vincolanti. Perché se la giurisprudenza ha riconosciuto la manifestazione della volontà, espressa in modo orale e ricostruita attraverso testimonianze, di Eluana Englaro, a maggior ragione una disposizione scritta ha valore e deve essere rispettata. Semmai – ha avvertito l’europarlamentare radicale – c’è chi vuole fare la corsa contro ciò che è possibile fare, cioè contro il testamento biologico”.
Poi Cappato ha lanciato l’affondo contro la Rai: “Avremmo voluto spiegare queste cose in Tv, ma dal febbraio 2008 gli spazi per l’accesso sono sospesi” per una vicenda di “poltrone e sottopoltrone”. “E’ una violazione di legge, e su questa violazione presenteremo al presidente Fini un dossier documentato già nelle prossime ore”. La vedova di Piergiorgio Welby ha consegnato a Fini il libro del marito Lasciatemi morire e ha ricordato come nel X municipio di Roma è aperto un registro per il testamento biologico e ogni settimana 20 persone si presentano su prenotazione per depositare le proprie volontà.

Con una lettera indirizzata a Silvio Berlusconi, venti deputati del Pdl chiedono al governo di invertire la rotta e approfondire la discussione prima di legiferare sul fine vita. Con l’iniziativa, promossa da Adolfo Urso, viceministro allo Sviluppo economico e segretario della fondazione Fare Futuro, insieme a Benedetto Della Vedova, i parlamentari chiedono che la legge sul biotestamento sia una “soft law”, che non pretenda di regolare in modo tassativo il “fine vita” e che lasci invece spazio alla volontà dei singoli.

(da La Repubblica.it  23 settembre 2009)

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