Il Massimo che si può ottenere
Posted by 11metri | Filed under attualità, Politica
Bruxelles. Impazza il totonomine per riempire le caselle mancanti nella composizione della Commissione Barroso II.
Il Primo Ministro svedese e attuale Presidente di turno dell’Unione Europea, Fredrik Reinfeldt, è stato costretto a convocare un Summit straordinario per il 19 novembre, dal quale usciranno i nomi dei candidati al posto di Commissario.
La posta in gioco è assai alta: il nuovo Trattato infatti, che entrerà in vigore il 1° dicembre di quest’anno essendo terminate le ratifiche degli stati membri, crea due nuove figure di rilievo, ossia il nuovo Presidente dell’Ue e la nuova figura dell’Alto Rappresentante. La Presidenza di turno svedese, non certo senza creare diversi malumori, ha avviato delle lunghe consultazioni sulla base della massima trasparenza, con il risultato che i candidati alle due cariche sono molti e di varia colorazione politica e nazionale.
Tra di essi, troviamo quasi a sorpresa un italiano, Massimo D’Alema, candidato al ruolo di Mr. PESC.
Ma chi è Mr. PESC? L’acronimo sta per Politica Estera e di Sicurezza Comune (in inglese CFSP – Common Foreign Security Policy) ed è stata introdotta con il Trattato che istituisce l’Ue, firmato a Maastricht nel 1992. Tale riforma era risultata necessaria a seguito del continuo evolversi politico della Comunità europea nel passaggio, da unione economica, ad organismo internazionale. La PESC divenne dunque il secondo pilastro della neonata Ue (il Trattato di Maastricht introduce la struttura a pilastri per rendere più pratica la divisione delle competenze) e venne lasciata a livello intergovernativo, ossia tutte le decisioni prese in tale ambito necessitano di un voto all’unanimità. Ulteriore passo venne fatto pochi anni dopo, con il Trattato di Amsterdam (1999), quando venne introdotta la figura dell’Altro Rappresentante, fin d’ora ricoperto dallo spagnolo Javier Solana, il quale aveva il compito, per conto del Consiglio europeo, l’assemblea dei capi di stato e di governo, di rappresentare le posizioni degli stati membri in ambito di relazioni internazionali, coadiuvato dal Commissario per l’azione esterna.
Mr. PESC, l’Alto rappresentante per gli affari esteri e la politica di sicurezza, che combinerà ruoli, attribuzioni e risorse degli attuali Alto rappresentante per la PESC e Commissario per le relazioni esterne, avrà il compito di guidare la politica estera, di sicurezza e di difesa dell’Unione e di contribuire, con le sue proposte, ad attuarla in qualità di mandatario del Consiglio. Inoltre, presiederà il Consiglio “Affari Esteri” – composto dai Ministri degli esteri dei paesi membri – e sarà uno dei vicepresidenti della Commissione. Fra le sue varie competenze figurano il coordinamento delle politiche di azione esterna e degli organi esistenti dell’Ue adibiti a tal scopo, l’iniziativa politica, l’attuazione della gestione delle crisi. Inoltre, Mr. PESC conduce a nome dell’Unione, il dialogo politico con i terzi, esprime la posizione dell’Unione nelle organizzazioni internazionali e in seno alle conferenze internazionali.
Esaminando attentamente gli articoli concernenti le funzioni e i ruoli dell’Alto rappresentante, si nota che la nuova istituzione, più che scaturire da una vera e propria fusione, si configura piuttosto come un’unione personale, il cosiddetto “doppio cappello”, che non cancella le differenze di procedure fra i due pilastri comunitario ed intergovernativo dell’azione esterna dell’Ue, ma, più precisamente, ne riconduce la gestione ad un’unica figura. Ciononostante, la riunione in un’unica carica dei due ruoli dovrebbe assicurare maggiore coerenza e sinergia tra Consiglio e Commissione.
Infine, può avvalersi del nuovo servizio europeo per l’azione esterna, una sorta di corpo diplomatico europeo, il cui funzionamento e organizzazione è fissato da una decisione del Consiglio.
In attesa di venerdì mattina e del, si spera, tanto atteso annuncio ufficiale si possono analizzare i venti (visto che a lui piace la vela) favorevoli e contrari:
Favorevoli: è stato definito candidato di punta da parte del Partito dei Socialisti e dei Democratici europei, partito di cui fà parte il PD in Europa e al quale spetta una delle due poltrone; sempre a supporto della medesima tesi, il Premier belga Herman Van Rompuy (popolare) sembrerebbe, condizionale sempre d’obbligo, favorito alla poltrona di Presidente; l’avversario più accreditato, il Ministro degli esteri britannico David Miliband, pare abbia negato la propria candidatura alla carica di Mr. PESC in quanto punterebbe alla leadership del partito labourista, a gennaio di fronte ad un difficile test elettorale; ha il sostegno del proprio governo, infatti il Ministro degli esteri Franco Frattini, più che il Premier Berlusconi, ha dato pieno appoggio alla sua candidatura; per lui sono state spese belle parole dall’Alto Rappresentante uscente Solana, oltre che da esponenti del Partito Democratico americano.
Contrari: in primis, la Gran Bretagna: l’isola d’oltre manica sembra particolarmente interessata ad una delle due poltrone, per le quali prima ha candidato Tony Blair (ma per il ruolo di Presidente e, essendo un “socialista” escluderebbe di fatto D’Alema) poi Milliband, infine la Commissaria al commercio estero uscente Catherine Ashton; alcuni paesi dell’est, guidati dalla Polonia, non sarebbero favorevoli a dare il ruolo di Mr. PESC ad un ex comunista; il moltiplicarsi di candidati rischia di indebolire la figura e di portare ad un compromesso per un nome meno “forte” dell’ex ministro degli esteri italiano; Berlusconi non punterà i piedi per lui, visto che ne farebbe le spese Antonio Tajani, suo fedele alleato e collaboratore, il quale dovrebbe abbandonare il ruolo di Commissario; infine la spinta femminista di alcuni paesi vorrebbe una donna per una delle due posizioni, e lui potrebbe farne le spese.
In tutto ciò si sente un rumoroso silenzio da Parigi e Berlino, i cui Presidenti parleranno al momento opportuno e, come spesso accade ultimamente, di comune accordo.
Tirando le somme, le possibilità le ha, è una candidatura forte che suscita reazioni opposte, bisognerà fare i conti con Albione, pronto a fare scherzi in qualsiasi momento.
Io da europeo sarei contento se la poltrona andasse a lui, perchè è una personalità rilevante (soprattutto se fosse sostenuto da Francia e Germania che vogliono una politica estera europea autonoma nei confronti degli USA) ; inoltre non si può certo dire che gli inglesi, da gennaio sicuramente in mano al conservatore David Cameron, siano i più euroentusiasti (e anche perchè gente come Bush è sempre in agguato), dunque a mio avviso meno adatti a tale poltrona; infine sono convinto delle sue capacità diplomatiche, come già ha dimostrato in Libano.
Da italiano poi, se mandano a casa Tajani…
di Esilio Volontario

Tags: Bruxelles, Massimo D'Alema, PESC, politica estera, Unione Europea
One Response to “Il Massimo che si può ottenere”
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carletto Says:
November 18th, 2009 at 10:51 ampersonalmente lo detesto con tutte le mie forze



