MAFIA: UNA GUERRA PERSA IN PARTENZA

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Nel dopoguerra in Italia si sono succeduti governi dalle idee più disparate. Alcuni di questi hanno fatto della lotta alla criminalità organizzata il loro fiore all’occhiello. Nessuno è mai però riuscito, non dico a sconfiggere, ma quantomeno a scalfire lo strapotere della criminalità organizzata sulla nostra penisola. Non si può tacere né far finta di nulla davanti alle continue sconfitte dello Stato, dunque di ogni cittadino, davanti al crescere continuo di introiti, affiliati, ambiti territoriali, ambiti sociali in cui la criminalità organizzata prolifera.

E’ importante soprattutto constatare che la criminalità organizzata gode di privilegi che le hanno consentito di raggiungere uno strapotere economico (un “fatturato” di circa 130 miliardi di euro l’anno, con un utile di circa 70 miliardi, stime su Virgilio) difficilmente contrastabile con i normali strumenti della Giustizia.

Oggi  come mai prima è però ancora più importante constatare che l’unico modo per fermare questa piaga è quello di far venire meno le fonti di reddito per mezzo delle quali la criminalità organizzata reinveste, ricicla denaro, tiene per il collo le famiglie più povere del nostro Paese.

Ebbene, circa l’94% degli introiti che derivano da attività illecite (59 mld. di €. su 62,80 mld. di €.) derivano, ancora oggi, dallo spaccio di droga. Nella vita politica di un paese non è sempre possibile scegliere il bene assoluto. A volte,  troppo spesso ormai, non resta che scegliere, fra due mali, quello minore. Giunge un’ora, un momento, un istante in cui è indispensabile mettere da parte le paure e l’ignoranza. Non si può far finta di nulla. Si deve trovare una soluzione.

La droga in Italia nel 2008 ha mietuto 502 vittime: in 242 casi non è stata indicata la sostanza che avrebbe causato il decesso, fra i 260 casi acclarati in 209 casi (80%)il decesso è stato conseguenza dell’uso eroina, in 37 casi (14%) alla cocaina, 3 casi riferibili all’extasy , 1 alle metamfetamine 1 ai barbiturici, nessun caso di decesso è stato rilevato come conseguenza dell’uso di droghe leggere. 

Non pare, invece, possibile stabilire quanti siano i decessi conseguenti o connessi all’attività della criminalità organizzata: oltre agli omicidi sarebbe opportuno enumerare  i decessi di soggetti che muoiono perché hanno avuto la sfortuna di nascere nelle vicinanze di discariche gestite dalla criminalità organizzata dove vengono illegalmente smaltiti rifiuti tossici , soggetti che si tolgono la vita perché  strozzati dall’usura, extracomunitari che muoiono in mezzo al mare per raggiungere le coste della nostra penisola mediante viaggi organizzati dalla criminalità organizzata, senza voler enunciare le persone che pur conservando teoricamente la propria vita, di questa vita la mafia si è appropriata per i propri fini (prostitute su tutti..) .

Mi pare evidente, riflettendo sui dati che ho rammostrato, che l’unica soluzione per cercare di contrastare con forza il problema mafie, sottraendo loro gli immensi capitali di cui dispongono, sia quello della legalizzazione delle droghe. Ma non è una scelta  che sia possibile prendere tout court, è una scelta su cui è indispensabile riflettere, quantomeno sulle possibili metodologie per una sua attuazione. Il sottoscritto si permetterà di porre all’attenzione dei lettori le proprie riflessioni, nella speranza che possano essere, dai più, condivise.

Si sottraggono  alla mafia circa l’85% degli introiti che derivano sia da attività legali che illegali; il 94% degli introiti derivanti da attività illegali.

Ammettere la c.d. “Droga di stato” impone alle istituzioni di propagandare con sinergia un’educazione civica nelle scuole, sin dalle elementari, sui rischi derivanti dall’uso e sulle conseguenze dell’uso delle droghe, solo così i nostri giovani potranno affrontare l’incontro con questa piaga. Evito volontariamente di parlare del vantaggio economico che ne deriverebbe per le smunte casse tricolori (il costo per la lotta alla droga nella Ue ammonta a 34 miliardi di euro l’anno). Lo stato dovrà inoltre garantire la nascita di strutture per il recupero fisico e psichico del tossicodipendente che voglia intraprendere un percorso di recupero. Con gli introiti del mercato legale delle droghe ben si potrebbero coprire i costi per il recupero (negli Stati Uniti il capo dell’Ufficio delle imposte della California ha dichiarato che il provvedimento di legalizzazione delle sole droghe leggere avrebbe portato allo stato 1,3 miliardi di dollari l’anno, più un altro miliardo risparmiato dalle operazioni di polizia e dalle spese carcerarie – dati tratti dalla rivista “Internazionale”) .

Chi deciderà consapevolmente di fare uso di droghe farà uso di droghe “pulite” (fu data una minima attenzione negli anni ’90, al fatto che le organizzazioni criminali pugliesi importassero marijuana in grandi contenitori di ammoniaca, così nascondendone l’odore, aumentandone il peso, e, quindi, gli introiti, a solo discapito dei consumatori) , lo Stato in tal senso, si dovrà impegnare a reperire sul mercato sostanze che non siano “tagliate” con sostanze nocive per la salute, stante il fatto che la gran parte dei decessi è, ancora oggi, conseguenza delle sostanze con cui vengono tagliate soprattutto eroina e cocaina (stricnina, calce, polvere di marmo, fango, perfino con escrementi  ) e che consentono agli spacciatori di incrementare i guadagni.  I decessi, stante il fatto che, ad oggi, qualsiasi sostanza è facilmente reperibile da ogni cittadino della Penisola, non potrebbero che diminuire. Anche per quanto riguarda le droghe leggere, come la marijuana:  la percentuale di THC (tetraidrocannabinolo, il principio attivo della Marijuana) è doppia/tripla rispetto alla sostanza che si reperiva sul mercato solo 10 anni fa: col tempo lo stato ben potrebbe immettere sul mercato una sostanza assai meno dannosa per i consumatori.

I minori sono fra i soggetti più a rischio e la nuova normativa sulla droga, che ha parificato la detenzione di non modiche quantità di hashish/marijuana a quella di cocaina (portando l’Italia, in pochi mesi, ad essere il primo paese in Europa per consumo di cocaina!!!ha imbarbarito il mercato rendendoli ancora più vulnerabili; il prezzo della cocaina al dettaglio è crollato sulla piazza e la stessa è stata resa disponibile a ragazzi anche di 12-13 anni, le cui cellule cerebrali vengono prematuramente distrutte. Ora i giornali sono pieni di articoli sul “boom della cocaina in Italia, soprattutto fra i più giovani”: è la legge che ha provocato questo squilibrio parificando l’allarme sociale per tale sostanza  quello relativo alle droghe leggere; è grave che ci sia ancora qualcuno che stupidamente asserisce:” non esistono droghe leggere e droghe pesanti”: chi dice queste cose fa il gioco della criminalità organizzata che preferisce il traffico di cocaina (economicamente molto più gratificante), a quello di qualsiasi altra sostanza. Si rende, comunque, necessaria una normativa ad hoc per tutelare i minori: un’idea potrebbe essere quella di rendere necessaria l’esibizione di un documento di identità ai rivenditori. Parallelamente andranno formulate delle normative che vadano a colpire il mercato nero di sostanze stupefacenti e di soggetti che cedano le medesime a minori.

Le carceri, da anni in sovraffollamento, in condizioni antitetiche da quanto stabilito dalla “Carta dei diritti fondamentali dell’Unione Europea” (Artt. 1, 4) nonché dalla nostra Costituzione (Artt. 13, 27) si svuoterebbero, così facendo drasticamente diminuire il costo a carico dei contribuenti per il mantenimento dei soggetti sottoposti a regime carcerario (ogni detenuto costa ai contribuenti circa 200 € al giorno!). In Italia, nel Giugno del 2009, i detenuti nelle carceri erano circa 63.000 il 40% dei quali (oltre 25.000!) detenuto per reati di droga (dunque esclusi i reati collegati alla droga).I reati legati alla droga (omicidi, furti, scippi, rapine..) diminuirebbero drasticamente, così deflazionando ulteriormente il costo per il mantenimento delle carceri a carico del contribuente..

L’Italia per gli stranieri, soprattutto  provenienti dal nordafrica, rappresenta un allettante alternativa alla fame ed alla miseria che in molti si trovano ad affrontare nei rispettivi paesi d’origine. Parecchi di loro sono clandestini nel nostro paese e ciò gli impedisce di trovare un lavoro onesto che possa dargli delle minime garanzie di sopravvivenza nel nostro paese. Ebbene, chiunque si trovi in una qualsiasi aula di tribunale dove si celebrano i riti per direttissima (rito tipico che si applica a chi viene colto in flagranza di reato, tipico degli spacciatori “da piazza”) non potrà non constatare che gran parte delle persone tratte in arresto per droga proviene da paesi esterni alla UE. La criminalità organizzata, dopo essersi fatta pagare profumatamente il viaggio per approdare Italia in condizioni  inumane, arruola gli stessi clandestini per lo spaccio al dettaglio di sostanze stupefacenti, approfittando della loro mancanza di alternative. In tal senso la legalizzazione delle sostanza stupefacenti potrebbe avere come naturale conseguenza la diminuzione dell’immigrazione clandestina, sull’assunto: meno lavoro = meno immigrazione.

Si tornerebbe a riappropriarsi della propria vita in una strada che porta verso l’autodeterminazione. Il popolo, costituzionalmente sovrano, tornerebbe a riappropriarsi di una fetta di libertà irrazionalmente negatagli dalle istituzioni: queste leggi non sono fatte per tutelare la nostra salute se è vero che in Italia ogni anno 30.000 persone muoiono in conseguenza dell’abuso di sostanze alcoliche (Clicmedicina.it) e 80.000 in conseguenza dell’uso di tabacco (Corriere della Sera), al mondo i decessi che la diagnosi ha ritenuto essere conseguenti ad overdose di marijuana sono 2 (!) (“Internazionale”). Altri dati a confronto: l’abuso di alcol aumenta fino a 15 volte il rischio di incidenti stradali, l’abuso di marijuana da 1,3 a 3 volte; circa il 9% dei consumatori di marijuana sviluppa dipendenza, mentre per il tabacco la percentuale sale a 32% (eroina: 23%, cocaina: 17% Alcol 15% dati da l’”Internazionale”).  

La legalizzazione della marijuana potrebbe aprire nuova strade nell’ambito dell’uso della medesima per scopi terapeutici: in Canada, Svizzera e Paesi Bassi è già ammesso l’uso medico della sostanza ed anche in Gran Bretagna è sperimentato su centinaia di pazienti.

La vendita da parte dello stato di eroina comporterebbe anche la distribuzione di siringhe monouso, così riducendo drasticamente il rischio di infezioni da hiv fra i tossicodipendenti.Infine un dato, tratto da un articolo de l’”Internazionale” che avvalora la tesi che il proibizionismo ha fallito: in Italia l’11,2% delle persone di età compresa fra i 15 ed i 64 anni ha fatto uso di cannabis, in Olanda, dove le stesse sono legali, il 5,4%. 

Il sottoscritto ritiene che in un paese come l’Italia forse la legalizzazione sic et simpliciter di tutte le sostanza sia utopistica: ritiene però che una sperimentazione, in tal senso, sulle droghe leggere sia ormai un “must“ se si vuole contemporaneamente tutelare i nostri giovani ed iniziare concretamente percorrere una strada che possa portare a sconfiggere le organizzazioni criminali.

Concludo con una domanda che voglio porre ai lettori ed alla quale vorrei rivolgessero le loro ultime riflessioni, sul presupposto dei dati appena letti: come mai in Italia, dopo che è stato appurato che molti dei parlamentari che legiferano e predicano proibizionismo fanno uso di droghe, tutti fortemente combattono affinché il proibizionismo non abbia voce e non venga scalfito?

 I dati tratti dalla rivista “Internazionale” sono reperibili sul n. 792 del 24 Aprile 2009.

6 Responses to “MAFIA: UNA GUERRA PERSA IN PARTENZA”

  1. Andrea Zanoncelli Says:
    November 23rd, 2009 at 8:37 pm

    quoto necco in tutto e per tutto

  2. alice Says:
    November 30th, 2009 at 7:27 pm

    http://www.youtube.com/watch?v=r8mkvX_W1Y4

  3. Necco Says:
    December 10th, 2009 at 6:18 pm

    Impossibile stare zitti. Oggi la Camera ha votato contraria alla richiesta di arresto di Cosentino, accusato da quattro diversipentiti, di essere l’uomo della Camorra all’interno del Pdl.
    Ergo, se la battaglia alla Camorra ed a tutte le mafie non si può fare nelle aule Parlamentari non rimane che portarla nelle piazze. Sperandoche i Tribunali assecondino questa sete di libertà e di giustizia.

    La legge sui pentiti non può essere usata quando fa comodo, salvo poi rinnegarla quando vengono fuori responsabilità istituzionali!

  4. Necco Says:
    December 11th, 2009 at 5:52 pm

    Torna l’eroina fra ipiù giovani. Nel 2012 potrebbe esserciun incremento del 40% dei consumatori di eroina.
    L’oservatorio sulle droghe ha inoltre affermato che il consumo di droghe anfetaminiche e derivate fra i più giovani potrebbe crescere del 25% nei prossimi anni.
    Questa la triste conseguenza di questa legge indegna.

  5. Necco Says:
    December 11th, 2009 at 5:53 pm

    11.12.2009
    L’autopsia svolta su richiesta del PM Carlo Nocerino ha accertato che non fu il consumo di unospinello a portare al decesso lo studente di Viterbo vittima di un malore durante una gita scolastica a Milano. Il ragazzo era affetto da una malformazione congenita che ne ha determinato un’aneurisma letale.

  6. Necco Says:
    December 16th, 2009 at 12:45 pm

    L’Osservatorio sulle tossicodipendenza della ASL di Milano evidenzia che nella capitale meneghina il 30% dei cittadini fra 15 e 24 anni ha provato la cocaina. Da 15 a 24 anni!!! E’ terribile.Non si può far finta di nnulla davanti ad un dato così preoccupante. Si portano via i nostri figli e noi non possiamo stare zitti.

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