L. Moratti: una donna per amica
Posted by zuri | Filed under Politica, attualità
Letizia Brichetto Arnaboldi proviene da una famiglia di origine genovese che nel 1873 fondò la prima società di brokeraggio assicurativo in Italia. Frequentò il Collegio delle fanciulle di Milano e intanto andò a lezioni di danza nella scuola Carla Strauss di Milano sotto la guida del M° Prof.ssaLiliana Renzi, poi la Statale, dove si laureò nel 1972 in Scienze politiche; dopo la laurea divenne assistente in Diritto comunitario europeo con il Prof. Fausto Pocar. Nello stesso periodo conobbe Gianmarco Moratti con il quale è sposata. Ha due figli. (wikipedia)
Presidente della RAI, dal 12 luglio 1994 – 24 aprile 1996, negli anni successivi la Lety ha fatto molto per l’Italia e per la sua città, Ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca dal 11 giugno 2001 – 17 maggio 2006 grandi risulati: scuola risanata, il ministro che nell’era della globalizzazione elimina dai piani di studi Geografia, che negli anni 2000, tu studente di 14anni puoi abbandonare la scuola secondaria (il liceo) se sei in possesso della licenza media; per arrivare in fine ad essere sindaco di Milano dal lontano 5 giugno 2006.
Oggi siamo nel 2010 è La Lety ha fatto grandi cose per la nostra città, troppe , numeri su numeri! quando mai Milano ha vinto il pacco dell’expo, quando mai! ogni giorno che passa, ogni ora, la trama segreta di questi politicanti si fa più fitta, coperta da leggine fatte ad hoc, da accordi tra società e governo, amministratori delegati, deleghe e deroghe, io personalmente sono stufo di leggere ogni giorno una notizia diversa, con informazioni proveniente da intercettazioni risalenti a 1 mese fa, che poi non vengono accertate, o meglio cadono nel dimenticatoio, perchè certe persone tutto possono, e noooo!
Io se becco una multa col motorino, se non pago dopo 60 giorni mi arriva a casa duplicata, se non rispetto le regole d’ingaggio vengo licenziato, se non mi presento al lavoro, vengo licenziato, non ho la sicurezza del posto di lavoro, ma rispetto le regole di convivenza civile, ma Miss. Lety, percepisce uno stipendio da brivido, ha molti collaboratori con stipendi anch’essi da brivido, e riesce a comportarsi solo come un brigante! cerca di arraffare tutto, come se questa smania di potere rendesse invincibile una politica che è sempre più vuota di contenuti, di proposte e di progetti per i cittadini.
riporto di seguito tutto un articolo tratto da repubblica del 19.02.2010
Appalti, i superpoteri della Moratti
per i grandi cantieri di Expo 2015
L’ordinanza firmata da Berlusconi il 19 gennaio e cucita ad hoc sul sindaco, pubblicata in Gazzetta ufficiale due mesi dopo la telefonata intercettata dai carabinieri che indagavano sullo scandalo dei grandi appalti del G8, getta una luce sinistra sugli appetiti e sui progetti intorno alla Esposizione milanese
di Oriana Liso
Perché la “Grande deroga” ottenuta dal sindaco per accelerare i tempi di realizzazione di un centinaio di lavori compresi nel Piano triennale delle opere 2009-2011 e nel Piano dei parcheggi potrebbe essere estesa — potenzialmente, con un’altra firmetta — anche su ulteriori pezzi del mosaico di opere necessarie per Expo. Una torta da oltre 15 miliardi di euro su cui molti vorrebbero mettere per primi il cappello.
Quel che è scritto, per ora, è già talmente eccezionale da sollevare dubbi anche in chi avrebbe tutto l’interesse a servirsi di quelle deroghe. Tre paginette di ordinanza zeppe di riferimenti anodini a decreti legislativi, regi decreti, leggi regionali che, decodificati, raccontano dell’enorme potere che avrà la Moratti. «Per snellire tempi e procedure», ufficialmente. Per agire senza controlli dall’alto e dal basso, decidendo in solitaria su patrimoni artistici e ambientali, instaurando una prassi di chiamate dirette, secondo una lettura meno benevola.
Del resto Berlusconi ha solo esaudito il desiderio espresso dal sindaco-commissario in una lettera a Bertolaso: per evitare che nel 2012, all’apertura dei cantieri Expo, la città fosse ancora impantanata nei cantieri delle altre opere pubbliche già programmate (circa 300, più 170 parcheggi) serviva una «ottimizzazione dei tempi per le procedure» e quindi «l’a utorizzazione a derogare ad alcune disposizioni normative».
Stesso discorso per il Codice dei beni culturali e del paesaggio (decreto legislativo 42/2004): l’ordinanza consente deroghe anche a principi basilari, come quello per cui «i beni culturali non possono essere distrutti, deteriorati, danneggiati o adibiti ad usi non compatibili con il loro carattere storico o artistico». Volendo la Moratti potrà, senza dover chiedere autorizzazioni al ministero, anche trasferire intere collezioni artistiche dalla loro sede naturale a un’altra. Magari, nei padiglioni di Expo.
Non si sa quale sia l’interpretazione della parola alcune, alla presidenza del Consiglio: sta di fatto che l’ordinanza individua 16 testi normativi, con un centinaio di articoli, che diverranno inutili, per il sindaco. Come le norme sugli espropri per pubblica utilità (dpR 327/2001), con deroghe, per esempio, alle limitazioni che il Comune ha nel togliere terreni ai privati; oppure le deroghe al Codice dei contratti pubblici (decreto legislativo 163/06), con decine di eccezioni alle norme sui subappalti (dove si annida il pericolo che, senza controlli stringenti, arrivino le mani della criminalità organizzata), sulle varianti in corso d’opera, sui rimborsi per un’eventuale inadempienza del Comune, sugli avvisi per le gare d’appalto, resi superflui dalle chiamate dirette. In nome della ottimizzazione dei tempi, ovviamente.
Di portata «dirompente, specialmente per i bilanci comunali», spiega l’avvocato Renato Perticarari, esperto di diritto legato all’ urbanistica, le deroghe al decreto legislativo 267/2000, «perché viene prevista una deroga che regola le fasi della spesa pubblica finalizzate a garantire anche la preventiva copertura dei costi, che così, invece, salta, nascondendo l’ammontare di un eventuale buco nei bilanci comunali».
Meglio abbondare, avranno pensato: così, tra le norme a cui tutti, di regola, devono sottostare, hanno deciso di togliere in blocco tutte quelle sulle valutazioni di impatto ambientale (contenute nel decreto legislativo 152/2006), dalle procedure di verifica preventiva agli ambiti di applicazione, passando per le finalità della valutazione di impatto ambientale (all’articolo 24 si spiega che tra gli obiettivi c’è quello di «proteggere la salute e di migliorare la qualità della vita umana»: c’è la deroga anche su questo?).
Stesso discorso per il Codice dei beni culturali e del paesaggio (decreto legislativo 42/2004): l’ordinanza consente deroghe anche a principi basilari, come quello per cui «i beni culturali non possono essere distrutti, deteriorati, danneggiati o adibiti ad usi non compatibili con il loro carattere storico o artistico». Volendo la Moratti potrà, senza dover chiedere autorizzazioni al ministero, anche trasferire intere collezioni artistiche dalla loro sede naturale a un’altra. Magari, nei padiglioni di Expo.
2 Responses to “L. Moratti: una donna per amica”
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dora Says:
February 19th, 2010 at 7:07 pmQuanta esperienza inutile….
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mauro Says:
February 24th, 2010 at 10:07 pmma mi sa che l’ho già vista! ecco dove a NON è la Rai,
gianni boncompagni ne sapeva di fica, guardate dov’è arrivata ambra!!!!



