GOODMORNING IRAN

FILES-ENTERTAINMENT-IRAN-POLITICS-FILM-PANAHI-ARRESTQuesta mattina leggo la notizia che il regista iraniano, Jafar Panahi, vincitore del Leone d’oro a Venezia per il film “Il Cerchio”, è stato arrestato. Non da solo ma con la figlia e i 15 ospiti che cenavano da lui. È stato arrestato, anzi prelevato, perché voleva andare a Berlino a una conferenza sul cinema iraniano. Voce dissidente, contrario a Ahmadinejad, Panahi è solo l’ennesima dimostrazione di quello che sta succedendo in Iran, non solo nelle piazze ma anche nelle abitazioni private.
Ogni giorno leggiamo di impiccagioni, arresti illegali, fucilazioni, sparizioni, scontri sanguinosi e di qualunque altra mostruosità solita dei regimi totalitari. <more>
Il 17 febbraio il premio come migliore video-reportage è andato a chi ha filmato la morte di Neda in diretta. Nonostante fosse un video amatoriale, fatto da non professionisti e messo su youtube.  Nell’Europa del “Proibiamo il velo”, il simbolo della rivoluzione e della lotta per la libertà diventa una ragazza di 26 anni col velo nero.
Questo scenario politico può tranquillamente sembrare il Sudamerica degli anni 70, ma siamo nel Medioriente del “civilissimo” 2010, che tanto lontano da noi non è.
L’Iran confina con la Turchia che potrebbe entrare a far parte della Comunità Europea.
Questo popolo disperato, vessato e umiliato nella sua libertà potrebbe diventare il nostro vicino di casa.
Domenica 14 febbraio, come 11 Metri, siamo andati alla manifestazione di sostegno per la rivoluzione in Iran. Eravamo, a essere generosi, in 100.
Io mi chiedo come questo possa essere stato possibile.
Può essere che la comunicazione abbia fallito , che fosse domenica pomeriggio, che fosse addirittura San Valentino, ma purtroppo l’unico pensiero che mi rimbomba in testa è che alla maggior parte delle persone non gliene frega niente. E questo niente forse è dovuto al fatto che l’Iran è visto come un posto lontano, che gli occhi delle persone si sono abituate a vedere il sangue per le strade in quel pezzo di mondo, dove ogni giorno un arabo, un ebreo, un soldato o un funzionario estero viene ucciso o uccide.
Non abituiamoci.

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One Response to “GOODMORNING IRAN”

  1. carletto Says:
    March 3rd, 2010 at 4:25 pm

    100…
    effettivamente sei stata generosa
    (riguardo a numero e tipologia)

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