Darsena: un’occasione ormai scaduta?

DEGRADO E ROTTAMI IN DARSENA E NEI NAVIGLINoi tutti si ricorda la Darsena, prima c’era la fiera di Sinigallia, caratteristica, ma non abbastanza, poi dall’altra parte della sponda c’era “Approdo Caronte” sgomberato. Il progetto futurista di risanamento  di un luogo storico di Milano, era alle porte, concorsi pubblici anche internazionali avevano attratto gli interessi di molti professionisti, discussioni riguardo alla zona e al tipo di progetto da portare avanti in un luogo urbano difficile da classificare, molto particolare, all’interno di una maglia stretta e densa come quella del ticinese, le discussioni tra intelligentONI in italia ci piacciono moltissimo, però poi  a fare le cose son sempre gli stessi!

POI la scelta utopica di fare dei parcheggi, 700 posti auto, sotto il velo dell’acqua, che bello che sarebbe stato, il vecchio porto con le barche, e sotto le auto, nascoste! Pian piano ognuno diceva la sua, sperando un giorno di vedere la Darsena ritornare un centro per la città di Milano, non solo carico di storia, ma anche di cultura, luogo di commercio, artisti, ritrattisti, un posto romantico per una passeggiate primaverili; Ma i lavori tirano per le lunghe e ad un certo punto smettono! oibòh al momento è una DISCARICA a cielo aperto nel cuore di Milano, questo è la situazione da almeno due anni, o sbaglio?

questa è una grande occasione per Milano, e per il luogo Darsena, ma al momento gli interessi sono altri, ci penseranno dopo? o forse mai?
m’inchino a codesti babbi!

“MILANO - Prima di guardare in basso, e mettersi a contare bottiglie, passeggini, televisori, cercasse di biciclette e motorini abbandonati sul fondo dell’antico porto di Milano, si può ricordare cosa è successo qualche anno fa a Londra. Sulla sponda Sud del Tamigi c’era la vecchia centrale termoelettrica di Bankside, abbandonata dal 1981, tante volte se n’era ipotizzata la demolizione, poi nel 1995 la Tate Gallery decise di trasformarla e affidò il progetto a uno studio svizzero di architettura. Dopo cinque anni (tenere ben presente i tempi: cinque anni), il 12 maggio 2000 venne aperta la Tate Modern, uno dei più innovativi e visitati musei del mondo, che ha toccato il record di 4 milioni di ingressi l’anno. Ora si può risalire dal fondo della Darsena, lasciarsi alle spalle l’odore rancido di escrementi e putrefazione che si respira là sotto, e leggere le date ancora segnate sul cartellone del cantiere: il 21 maggio 2003 il sindaco decide di costruire un parcheggio da 700 auto sotto l’acqua; il 22 ottobre dello stesso anno viene consegnata (e presto prosciugata) l’area. Esclusi gli scavi archeologici, i lavori non sono mai partiti. Rapido conteggio: in cinque anni, sul suo fiume Londra ha costruito la Tate Modern. In più di 6 anni, Milano ha mandato in malora il cuore del sistema dei Navigli, un luogo che si identifica con la storia e l’immagine della città…….  (da corrieremilano (http://milano.corriere.it/notizie/cronaca)”.

Gianni Santucci,

09 marzo 2010

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