31 ANNI FA

31 anni fa oggi, 11 Luglio, avevo appena 4 anni. 31 anni fa ero nel piccolo paese della provincia di Messina dove ogni anno trascorrevo e trascorro le vacanze in compagnia della mia famiglia. 31 anni fa guardavo il mondo con tutt’altro occhio: il mare era l’infinito in cui perdersi, non una distesa d’acqua, il cielo era due ali che ti aiutavano a volare via, non un ammasso d’aria. 31 anni fa non avevo ancora vinto la mia prima Coppa del mondo, nè il primo campionato con la mia squadra del cuore. 31 anni fa i miei genitori erano dei giovani pieni di speranze nel futuro e con due piccoli figli da crescere. 31 anni fa la Fiat 128 di mio padre mi sembrava uno di quei moderni Suv che producono adesso. 31 anni fa non esistevano i telefoni a tastiera e la composizione del numero sulla “rotella” del telefono era la cosa più divertente. 31 anni fa l’attuale presidente del consiglio non possedeva nemmeno una delle 3 reti televisive che oggi gli appartengono. 31 anni fa ascoltavo i 45 giri di Gino Paoli col mangiadischi. 31 anni fa nella città dove sono nato e dove sono cresciuto veniva ucciso un uomo giusto: Giorgio Ambrosoli.

11 Metri vuole ricordare un uomo comune, non un eroe. Per  questo ci teniamo a  riportare uno stralcio del libro di Umberto Ambrosoli, figlio dell’indimenticato Giorgio in un passo ove è citato un bellissimo pensiero di Pina Grassi, (moglie di Libero Grassi, ucciso dalla mafia nel 1991) che Umberto, nell’occasione, ha fatto suo.
Quando Libero lo definiscono un eroe io mi ribello, ma che significa eroe? Un cittadino normale, che fa il suo mestiere, che ha la dignità e che crede nel suo lavoro, è eroe perchè l’ammazzano? Falcone e Borsellino, che facevano il loro lavoro bene, scrupolosamente, in modo intelligente, sono eroi? Eroi perchè li hanno ammazzati? Troppo comodo far fare gli eroi agli altri. (… ) Eroi per sempre, è un delegare agli altri. Bisogna dire che era molto meglio se non li ammazzavano e non diventavano eroi“.

7 Responses to “31 ANNI FA”

  1. Ingrid Says:
    July 12th, 2010 at 9:41 am

    Splendida citazione. Grazie

  2. SOAD Says:
    July 12th, 2010 at 4:47 pm

    Eroe è chi da prova di coraggio e di abnegazione. Chi è capace di imprese eccezionali.
    Non bisogna permettere che il duro lavoro di uomini corretti e dignitosi sia “eccezionale”. La giustizia è un diritto di tutti e chi è stato ucciso ha il grande merito di aver cercato di renderla “ordinaria”. Avranno sempre la mia stima e la mia riconoscenza.

  3. Amico dei Dalla C. Says:
    July 12th, 2010 at 5:02 pm

    Grazie per il tuo ricordo Necco.
    Grazie per la “tua” citazione.
    Ma soprattutto grazie a tutti gli eroi che, quotidianamente, combattono per affermare il principio che essere giusti vuol dire (o, dovrebbe voler dire) essere persone normali.
    Grazie.

  4. Pier Says:
    July 12th, 2010 at 6:43 pm

    E’ impressionante. In pochi, se non pochissimi, ricordano.
    Fa paura. In pochi, se non pochissimi, pensano.
    L’oblio è la bussola dei nostri giorni e l’indolenza l’anestico con cui celiamo l’evidenza.
    Nella nostra vita confondiamo la routine con la normalità.
    Viviamo in un mondo che di normale ormai ha ben poco, ma è essenziale aggrapparsi a quegli esempi lasciati in eredità da persone come Ambrosoli.
    Se non lo facciamo precipiteremo e rialzarsi sarà impressionante.

    Un piccolo pensiero per un grande uomo. Grazie.

  5. edoardo Says:
    July 13th, 2010 at 11:20 am

    Il suo ricordo è vivo in poche persone.
    Ma la sua vicenda è tremendamente attuale, poiché il legame che avvince la politica e la mafia non è ancora sciolto.

  6. Puppi Says:
    July 13th, 2010 at 1:33 pm

    Un eroe milanese, di quelli che ti fanno essere fiero della tua città. Ed è cosa sorprendente perchè ultimamente sei abituato solo a vergognarti di essere di Milano.

  7. Necco Says:
    July 14th, 2010 at 10:40 am

    Edo, purtroppo hai proprio ragione ed i 305 arresti di ieri ce ne danno la triste conferma. La collusione fra le associazioni di stampo mafioso e la politica sono sempre in auge.
    E questo significa che il sacrificio di Ambrosoli è servito a ben poco. Senza la MEMORIA non ci sarà mai giustizia. E noi dobbiamo portare a conoscenza di tutti queste storie positive. Raccontiamole ai nostri figli, ai nostri amici, alla gente per strada, sugli autobus. Perchè se non cresciamo con l’idea che c’è gente per bene che ha sacrificato persino la propria vita in nome della cosa pubblica e contnuiamo a raccontare ai nostri figli che sono tutti delinquenti, i nostri figli cresceranno disillusi. Ed invece io questa illusione di un Italia migliore la voglio coltivare. E voglio che tutte le persone per bene ricomincino a credere in un radicale cambiamento delle nostre cattive (quando non penalmente riolevanti) abitudini. Seduti su una poltrona non cambiermo mai nulla. Scendiamo in piazza. Indignamoci. Il futuro è nelle nostre mani.

Leave a Reply