Inizia la fine. Per Tutti.
Posted by 11metri | Filed under Politica
da Il fatto quotidiano, articolo di Stefano Caselli.
L’ennesimo dibattito sulle riforme istituzionali, almeno, non è stato noioso. Com’era prevedibile l’invito a partecipare alla Festa democratica rivolto dal Pd al presidente del Senato Renato Schifani non è passato sotto silenzio. Ancora prima che la terza carica dello Stato entrasse, insieme a Piero Fassino, nella sala “Norberto Bobbio” allestita in piazza Castello, alcun decine di persone (grillini, Popolo viola, movimento della Agende Rosse, “Qui Milano libera”, ma anche semplici cittadini) premono per entrare nell’area dibattiti (un tendone con ampie aperture all’esterno). Il servizio d’ordine fa scudo, il segretario provinciale del Pd Gioacchino Cuntrò, il sindaco di Settimo Torinese Aldo Corgiat, l’ex presidente del consiglio regionale Davide Gariglio (e tanti altri volti noti del Pd torinese) cercano di arginare la contestazione. Ma la mediazione non porta i risultati sperati: Schifani sale sul palco e dal fondo del tendone parte il coro “Fuori la mafia dallo Stato”.
Sono da poco passate le 16 e ci vogliono almeno dieci minuti perché il dibattito possa cominciare. Schifani, apparentemente, non tradisce emozioni, Fassino invita alla calma, ma il più arrabbiato è decisamente Giuliano Giubilei, il moderatore: “Fatevi sentire – invita i presenti non contestatori – applaudite, non permettete a poche persone di coprire una platea come la vostra”.
La parola subito al presidente: “Ringrazio il Pd – esordisce – perché questo è il secondo invit…”. Le grida dal fondo gli impediscono di continuare. Gli organizzatori decidono di permettere l’accesso ad alcune persone, in particolare quelli delle Agende rosse, che le terranno in vista per tutta la durata del dibattito. Un ragazzo, con tanto di coccarda del Pd sul bavero, viene cacciato a spintoni da un servizio d’ordine un po’ nervosetto. Fuori dal tendone si vede Davide Bono, capogruppo del Movimento a 5 Stelle in consiglio regionale: tenta di riportare la calma almeno tra i “suoi”. Intanto arriva la polizia in tenuta antisommossa.
Fassino attacca a parlare di riforma del sistema parlamentare, di Senato federale e di cose così. La parola torna a Schifani: “La politica deve tornar…”. E di nuovo giù fischi e urla: “Mafioso” è l’appellativo più gettonato per l’illustre ospite. A quel punto Giubilei si arrabbia: “Siete fascisti!”. E poi, rivolto alla platea: “Zittiteli, qui c’è chi ha il diritto e il dovere di parlare!”. Fassino cerca di ricucire: “Giubilei ha usato parole forti – dice – ma in questi giorni leggiamo di contestatori organizzati spediti da Fini. Giustamente li chiamiamo squadristi, ma quello che state facendo voi è la stessa cosa”. Fino all’immancabile: “Così fate un favore a Berlusconi!”. L’ex segretario perde la calma quando, all’ennesimo riferimento alla mafia, sbotta: “Noi siamo il partito di Pio La Torre e Piersanti Mattarella, non accettiamo lezioni di antimafia da nessuno!”.
È passata quasi mezz’ora, il dibattito – alla fine – scorre senza grossi intoppi. Tempo per ascoltare Fassino parlare di probabili elezioni anticipate, di nuovi Ulivi e alleanze possibili e di sentire Schifani arretrare su quanto affermato tempo fa sul Corriere della Sera a proposito di eventuali incarichi tecnici da parte del Quirinale in caso di crisi di governo: “Giorgio Napolitano è un grande statista e deciderà secondo le norme della Costituzione reale e attuale”.
Sono le 17, il dibattito è durato meno di 40 minuti invece dell’ora prevista. La scorta preleva Schifani e lo carica in macchina. Fassino non si pente dell’invito: “Non vedo perché non debba parlare chi la pensa diversamente da noi. L’altro giorno c’è stato Galan e tutto è filato liscio”. Vero, ma Spatuzza ha parlato di Schifani, non di Galan. In piazza Castello, intanto, proseguono le discussioni tra contestatori e chi contesta i contestatori, sotto l’occhio della polizia. Alla fine le parole più sensate le dice un pensionato di passaggio: “Ma perché lo hanno invitato?”.
6 Responses to “Inizia la fine. Per Tutti.”
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Fabio Chiovini Says:
September 5th, 2010 at 10:54 pmL’hanno invitato perché c’era un platea piena di gente che voleva starlo a sentire.
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Fabio Chiovini Says:
September 5th, 2010 at 10:54 pmMa non ha potuto.
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Fabio Chiovini Says:
September 6th, 2010 at 8:47 amPino Arlacchi, eurodeputato dell’Idv, ragiona a voce alta sulla contestazione a Renato Schifani avvenuta sabato alla Festa nazionale del Pd. Ma soprattutto sulle dichiarazioni rilasciate subito dopo da Antonio Di Pietro a sostegno dei manifestanti. La goccia che, per quanto riguarda il sociologo amico di Giovanni Falcone e Paolo Borsellino e tra le figure di spicco dell’antimafia, ha fatto traboccare il vaso: «La sua deriva estremista mi preoccupa da tempo, ma questa sua ultima presa di posizione mi ha spinto ad autosospendermi».
Per Arlacchi, infatti, è profondamente sbagliato quanto accaduto a Torino. E prova a spiegare perché: «Sono lontano anni luce da Renato Schifani, mi batto da una vita contro gli ambienti geopolitici da cui proviene il presidente del Senato. Non l’avrei invitato a nessun dibattito, inutile dirlo. Però – e qui è il punto – fino a che non ci saranno prove certe emerse da procedure democratiche e nel pieno rispetto dei suoi diritti costituzionali, Schifani non può essere etichettato e additato al pubblico ludibrio come mafioso e non può essere né insultato né zittito. Se si trova in un’occasione pubblica ha il diritto di parlare. Vale per qualunque cittadino. Chi ignora queste cose, distrugge la credibilità di ogni lotta per la legalità».Non piace, ad Arlacchi, «questo tipo di antimafia intollerante e demagogica. Primitiva, direi. Che nulla ha a che fare con quella storica. Se c’è un merito del movimento antimafia italiano, me lo lasci dire, è quello di aver sempre rifiutato qualunque forma di protesta violenta e incivile. Dalla sua nascita, negli Anni 40, fino a quando negli Anni 90 è diventato movimento di massa, era ben presente un filo comune: nessuna concessione alla violenza fisica e verbale. È sempre stato un movimento democratico guidato da persone illuminate che hanno saputo incanalare la giusta incazzatura della gente nell’alveo democratico».
Il contrario, secondo il professor Arlacchi, «di questo nuovo metodo di farsi giustizia da sé. Un’autogiustizia primitiva e inaccettabile». Perché mai, ricorda, «neanche nei momenti più difficili, abbiamo pensato di privare dei suoi diritti un criminale. Abbiamo saputo costruire dei miracoli come il maxiprocesso senza torcere un capello ai mafiosi. Questo è il grande patrimonio dell’antimafia che bisogna maneggiare con cura. I ragazzi con le agende rosse? Non li capisco. Anche perché probabilmente Paolo Borsellino non aveva proprio nulla di segreto in quella sua agendina: lui e Giovanni Falcone odiavano i diari, è noto. Ma indipendentemente da questo, a chi sta protestando dico: continuate ad arrabbiarvi e manifestare, però nel rispetto delle regole e della democrazia. E leggete più libri, oltre ai giornali e agli atti giudiziari».
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carletto Says:
September 6th, 2010 at 9:12 amsi tratta solo di rispettarsi a vicenda, giusto.
Se fosse chiaro che il Pd vuole dialogare con Schifani, va benissimo. Che lo dica. Sta con Schifani o con chi è schifato dal fatto che Schifani sia la seconda carca dello Stato? Basta capirlo. E dirlo APERTAMENTE prima delle elezioni. Personalmente, inoltre, non capisco il contributo che può dare Schifani ad un dibattito sulle riforme istituzionali.
Neanche a me piace tutto questo clima, anche perchè può avere esiti nefasti per la nostra cultura democratica. Ma che sia CHIARO.
La responsabilità NON è di chi fischia. E’ di chi legittima (invitandolo) Schifani come presidente del Senato. Se io facessi opposizione SERIA, avrei meno problemi a invitare Schifani. MA se non faccio opposizione e discuto amenamente di riforme istituzionali con Schifani, cosa vuol dire? da che parte sto?
E anche Fassino che contributo può dare in tema di riforme istituzionali? Quale?
NON SE NE PUO’ PIU’.
E prendersela con chi è esasperato è davvero miope miope miope.
Assumersi responsabilità vuol dire anche questo.
Non mettere sullo stesso piano liberi cittadini ESAPERATI e gente all’ottava legislatura che pontifica da un microfono con sfrontatezza e supponenza senza aver fatto NULLA di utile per il paese, o anche solo per la propria parte politica. Che non è “il partitio”, no. Sono le persone oneste che si fanno il culo quadruplo per vivere e che votano.
Non mi piace, non mi piace il clima che si sta creando.
Ma guai a non individuarne le responsabilità -
Fabio Chiovini Says:
September 6th, 2010 at 6:47 pmNon è che il PD sta con Schifani, il PD ha sempre invitato avversari politici alle feste dell’Unità e Schifani non è neanche il più impresentabile. E comunque, se il PD alla festa del PD nei locali regolarmente gestiti dal PD vuole fare un dibattito sulle riforme istituzionali fosse anche con Licio Gelli, ma saranno cazzi loro? Possiamo giudicarli delle merde, ma ciò non ci autorizza a usare la violenza, fosse anche verbale.
E basta con ‘sto piagnisteo della gente esasperata. Che forse i militanti del PD che erano venuti per ascoltare Schifani non sono anche loro esasperati? Pensate che vadano in solluccheri ad avere un Presidente del Senato del genere (e un ex segretario del genere)? Loro la crisi economica, politica e sociale non la sentono? Sono solo i poveri martiri grillini che hanno il mal di pancia per lo stato del paese?
Ovvio che anche chi sostiene il PD é esasperato, né più né meno dei contestatori; semplicemente hanno una visione diversa delle cose: si permettono di dubitare dell’utilità di tre vaffanculo e quattro fischi, non se la sentono (poveri scemi) di buttare merda sulle massime istituzioni dello Stato e preferiscono confrontarsi anche con dei vermi che, nonostante ciò, rappresentano una buona fetta del Paese in cui viviamo.
E lo rappresentano anche se (anzi, soprattutto perché) sono sospettati di contatti con la mafia. Schifani mi fa schifo anche prima e senza Spatuzza; ma a tutti i puri pronti a lanciare la prima pietra, ricordo che sono pochi i siciliani a non aver mai incontrato un boss della mafia; e che finché non c’è una sentenza, scusate la ripetitività, quello rimane solo uno schifosissimo innocente. -
carletto Says:
September 7th, 2010 at 2:16 pmguarda… tutto quello che haiscritto poteva anche starci ma:
ricordo che sono pochi i siciliani a non aver mai incontrato un boss della mafia;
da siciliano non ti dico NULLA, meglio così.e che finché non c’è una sentenza, scusate la ripetitività, quello rimane solo uno schifosissimo innocente.
Attendiamo allora 8 anni di processo. Ah no, scusa. Immunità per le prime5 cariche dello Stato.
Quindi aggiungiamone altri. E – si sa – nessun delitto nella Storia italiana è rimasto impuntio o senza colpevole.




