Organo Comunale Antimafia: a che punto siamo

 

Sono passati poco meno di due mesi dal dibattito sulla composizione dell’Organo comunale antimafia tenutosi agli inizi di settembre alla Casa della Cultura.

All’indomani di quel dibattito, molti elettori dell’attuale Sindaco e dell’attuale Consiglio Comunale, noi compresi, sono stati colti da delusione e da un senso di insoddisfazione per aver constatato la riluttanza della maggioranza consiliare a dar vita a un Organo sul modello della Commissione Smuraglia, dai più esperti considerato il modello operativo più efficace.

Abbiamo temuto che le promesse di cambiamento, di inversione di rotta rispetto ai modelli di amministrazione proposti negli ultimi vent’anni a Milano fossero destinate a rimanere lettera morta.

L’incontro tenutosi qualche giorno fa a Palazzo Marino organizzato da Mattia Calise e Pierpaolo Farina ha ridimensionato il nostro scetticismo e la nostra parziale delusione.

La sala Alessi gremita, teatro della testimonianza appassionata, seguita da un lunghissimo applauso dei presenti, di Pino Masciari, imprenditore calabrese costretto a emigrare al nord e a vivere sotto scorta per non essersi piegato nella sua terra al volere della ‘ndrangheta, gli interventi degli altri relatori, che oltre ad analizzare lucidamente la ramificazione mafiosa a Milano e in Lombardia hanno messo in luce la presa di coscienza sempre maggiore del fenomeno mafioso da parte dei milanesi e dei lombardi; e ancora, le numerose associazioni nate nel Milanese per diffondere la cultura della legalità nella società civile, l’interesse sempre crescente che i dibattiti e le conferenze sulla mafia suscitano, la sensibilità che Giuliano Pisapia, la sua Giunta e il Consiglio comunale mostrano di avere a riguardo della criminalità organizzata, nonostante qualche esitazione di troppo e qualche scelta non completamente condivisibile: tutto questo ci fa sperare che il vento a Milano stia davvero cambiando e che la presa di coscienza della società civile trovi finalmente un riscontro concreto presso le istituzioni cittadine.

E se è vero che l’Organo comunale antimafia non rivestirà la forma ritenuta più opportuna, è altrettanto vero che la sua istituzione deve essere salutata con favore, poiché rappresenta un fortissimo segnale di discontinuità rispetto alle precedenti consiliature: basti pensare che l’ultimo organo di questo tipo che ha preso vita a Milano è proprio il Comitato Smuraglia, nel 1990.

Siamo sicuri che la Commissione Consiliare Speciale e il Comitato coadiutore adempieranno al compito per cui sono stati istituiti, perché bisogna restituire Milano ai milanesi onesti e perché Milano non si merita di figurare come la capitale mafiosa d’Italia di fronte al mondo.

Anche Undici Metri si mette a disposizione dell’Organo Antimafia e offre la propria disponibilità nelle eventuali iniziative che coinvolgeranno la cittadinanza: anche a noi piacerebbe contribuire attivamente, nelle nostre possibilità, nella battaglia che finalmente le istituzioni hanno deciso di intraprendere.

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One Response to “Organo Comunale Antimafia: a che punto siamo”

  1. Herb Gamba Says:
    December 23rd, 2011 at 6:55 pm

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